Lettera di un Compagno Socialista alla redazione
IL nPSI, UNA GRAN CONFUSIONE POLITICA
Sono pervenute diverse note da parte di Compagni in merito allo stato di salute politica del nPSI, a cui si è aderito sin dalle ‘prime ore’ perché ritenuto erede della cultura Socialista espressa dal Compagno Bettino Craxi.
Accomuna le diverse missive l’interrogativo, di non poco conto per le sue conseguenze politiche e di militanza, dei Compagni storici circa l’inusuale e repentina svolta verso la destra ex fascista, accompagnata da inopportuni cambiamenti del simbolo e del quasi vergognarsi nello scrivere a chiare lettere sul logo “Partito Socialista Italiano”.
Il nPSi sta rinunciano alla propria connotazione di Partito Socialista, si denuncia con forte apprensione personale, per collocarsi come nuovo soggetto politico non meglio definito ma di certo appiattito sulla destra della Meloni, senza una propria autonomia e riconoscimento della pari dignità politica.. Una metamorfosi, si denuncia con forte allarmismo, , che lo porrebbe fuori dalla cultura Socialista e Craxiana e dalla stessa storia del Partito nato a Genova il 14 agosto 1892.
Di seguito la pubblicazione di una delle tante note pervenute, tuttavia rappresentativa del forte disagio dei Compagni che hanno creduto nel Socialismo pragmatico del nPSI dei sette garofani di Gianni De Michelis, prima, e di Barani e Caldoro. Un compagno della sezione Socialista di Toritto che ha fatto parte del GAS, Gruppo d’Azione Socialista, costituito dall’allora Segretario sezionale Enzo Servedio.
La Redazione: Caro Compagno, di certo hai posto una problematica politica di interesse generale molto seria su cui ci si confronta con forte preoccupazione, da tempo. Possiamo confermarti, senza incertezze e dubbi, che non intendiamo lasciarci traghettare da chicchessia su sponde che non siano quelle Socialiste, né rinunciare alla nostra autonomia e Orgoglio di Socialisti del Partito Socialista Italiano, per l’Unità Socialista.
Pe ultimo, per meglio comprendere il ‘presente’ bisogna prendere atto che sono cambiati, con il post Craxi e di certo in Puglia e con molto disappunto di noi tutti, i rapporti etico-politici tra le cellule di base, le sezioni comunali, e la politica del nPSI retta da singoli, nella totale assenza degli Organi statutari che ne dovrebbero garantire la democrazia interna ed il pluralismo dialettico.
Segue la lettera.
Ai Compagni de
per l’Unità Socialista
Sez. Bettino Craxi di Toritto
Caro Compagno Segretario politico Raffaello, Carissimo Compagno Enzo,
è notorio che da sempre sono stato vicino alla linea politica del Compagno Craxi. Già dipendente della P.A., a Craxi devo l’orgoglio di sentirsi e di essere Socialista sul lavoro e nella vita sociale, dopo anni trascorsi da emarginato politico, quale Socialista.
Come ben ricorderete sono uno dei pochi Compagni che con lo smantellamento e la fuga dalla sezione Socialista di Toritto - BA
(generalizzata su tutto il territorio nazionale) degli anni ’90), sono rimasto testardamente nella sezione ‘vuota’, ma fino a pochi giorni prima pullulante di persone (forse questuanti, alla luce degli avvenimenti), mentre il Compagno Enzo Servedio, Consigliere Comunale in carica, in
Consiglio continuava a rappresentare il PSI tra gli sguardi e i commenti beffardi dell’ex gruppo Comunista, in particolare.
Di più. Abbiamo riaperto la sezione storica del PSI, abbandonata frettolosamente dall’allora gruppo dirigente sezionale per saltare su altri carri.
I vari Congressi di rinascita Socialista e del pensiero politico del Compagno Craxi, cui abbiamo partecipato con fervore, lasciavano sperare su di una ripresa dei nostri storici ideali.
Il nPSI, su cui avevo, come tutti voi, riposto molte certezze di rinascita dell’Orgoglio Socialista, prendo atto che incomprensibilmente viaggia verso mete politiche difficili da comprendere, di certo sempre più lontane dalla mia Cultura Socialista, costruita nella militanza della sezione G. Di Vagno di Toritto, al fianco del Compagno Enzo Servedio.
Di qui il mio diritto ad esprimere liberamente il pensiero nell’attuale situazione di stallo del Partito, “senza cercare la rissa”, come amava ribadire Bettino Craxi.
Pongo delle domande a me stesso, innanzitutto:
1- perché avrei dovuto votare alle Europee il partito della Meloni che, per altro, non aveva inserito nella propria lista alcun candidato Socialista nè singolarmente né come simbolo di coalizione, pur in presenza di liste con candidati di indubbia cultura e storia socialista, presente con lo stesso simbolo del PSI in coalizione con altre realtà nazionali?? E candidato nientepopodimeno che lo stesso Segretario Nazionale del PSI?
Il Compagno Maraio, Segretario Nazionale del PSI e candidato alle Europee 2024 con il simbolo Socialista del PSI.
2- L’incalzare da parte di un personaggio in Puglia nel votare la lista Fratelli d’Italia, con continui (e quantomeno inopportuni) proclami che avrebbe verificato la provincia che contava di più, era non solo fuori luogo, tipico di crede di aver a che fare con ragazzini a cui far sostenere esami, senza rispetto per tutti noi Socialisti da sempre e senza avere il pudore di motivare sul perché i compagni del nPSI pugliese erano completamente assenti nelle liste Europee come candidati e come simbolo.
3- La stessa guida politica del nPSI in Puglia, non certamente proveniente dalla cultura e impegno Socialista, bensi, suppongo, da situazioni contingenti e spazi apertisi dopo un girovagare politico, ci allontana sempre di più dalla condivisione di un progetto politico e democrazia interna che il deplorevole messo al bando del termine “Compagno” esprimeva politicamente nell’immediato del suo approdo, pur in presenza di più ViceRegionali e validi responsabili provinciali del nPSI.
In definitiva, Cari Compagni, è necessario difendere le nostre origini e costruire un percorso su binari che in un Partito che si richiama al Socialismo solo la condivisione dei valori Socialisti , della storia del PSI, degli uomini Socialisti, possono ricomporre il puzzle Socialista ,nessuno escluso, per costruire, con solide basi storico-culturali, coalizioni e progettualità di valori, a cominciare dal nostro piccolo Paese, dalla nostra provincia , dalla nostra regione.
Il mio nPSI sta perdendo la sua connotazione di Partito Socialista e lo dico con molta tristezza.
Per ultimo il simbolo: non lo si può cambiare con una certa faciloneria senza una consultazione dei Compagni: il simbolo dà un chiaro significato alla stessa esistenza dell’uomo, dei Compagni; è un patrimonio comune di valori e sentimenti che superano il razionale per consolidarsi in un progetto di vita politico-sociale comune. Di certo quello attuale se ha avuto l’obiettivo di avvicinarlo a quello di altro partito di governo in auge, ci è riuscito perfettamente, ma non per questo è condivisibile politicamente e culturalmente, tutt’altro! Si ha la sensazione che il rinato PSI di Craxi, che doveva essere l’erede del suo pensiero politico, sia subendo una metamorfosi che lo allontana sempre di più dagli ideali e dalla storia Socialista, perdendo l’identità e la cultura del Partito Socialista di cui si ha timore perfino di scriverlo a chiare lettere sul simbolo.
Cari Compagni e Carissimo Enzo, nel riconfermare la mia stima e la mia fiducia politica a te e al gruppo locale che ha saputo attraversare tempeste politiche senza venir meno alla propria fede Socialista o cedere alle lusinghe di altri partiti o bussare come accattoni alle loro porte, ribadisco la necessità di una riflessione per comprendere in quale area politica ci stanno traghettando. Che nessuno pensi di potermi (ci) mettere l’anello al naso perché, come abbiamo più volte ribadito “siamo orgogliosi di essere Socialisti e della sigla PARTITO SOCIALISTA ITALIANO, quanto “Orgogliosi di ripartire da soli”.
Settembre 2024
Fraterni Saluti
Nota firmata da compagno sezionale storico

...per l’Unità dei Compagni Socialisti
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UNA STRADA, UNA PIAZZA, PER BETTINO CRAXI
Cari Compagni, in occasione dell’anniversario della dipartita del Compagno Bettino CRAXI (19/01/2000) vorrei lanciare una iniziativa per tutti noi in Puglia, direi su tuto il territorio nazionale: laddove è presente anche un solo garofano rosso, promuovere iniziative politiche unitarie per “UNA STRADA, UNA PIAZZA, PER BETTINO CRAXI”.
Craxi è il nostro leader che unisce (parlo al presente), il cui carisma è riconosciuto da tutti i rivoli Socialisti presenti sul territorio, con l’obiettivo di:
dare visibilità al Partito Socialista Italiano per tramite il riconoscimento nella toponomastica del territorio del suo leader che, ricordo, ha ridato orgoglio e autonoma ai Socialisti, sotraendoli, per altro, da una persistente inferiorità psicologica a sinistra;
ravvivare la nostra militanza su di un possibile percorso politico unitario per i Socialisti che inciderebbe sulla storia del territorio;
confrontarsi con le compagini politico-amministrative locali, anche in prospettiva di possibili e future alleanze tattiche o strategiche locali.
Sez. PSI “Bettino Craxi” - Toritto



Prof. Vincenzo Servedio - Segr. Regionale NPSI
Prof. Vincenzo Servedio - Segr. Regionale NPSI
editoriale “COMPAGNO”, UNA PAROLA PER UNA SCELTA DI CAMPO
Carissimi Compagni,
sono stato sollecitato da molti di voi ( e di questo vi ringrazio per la stima e la fiducia espressa) per una mia riflessione politica nel merito di ‘voci‘ secondo le quali recentemente nel nPSI pugliese post Segretario Vincenzo sarebbe stato bandita la parola “Compagno”; un blitz del “presunto nuovismo” ritenuto quantomeno sconsiderato che allontanerebbe sia una precisa e storica scelta di campo, sia la possibile convergenza delle varie anime Socialiste presenti nell’epopea Craxiana, frantumatesi, com’è noto, in una miriade di rivoli negli anni della ‘caccia a Partiti’ di Governo , che pure avevano ‘regalato ‘ all’Italia post bellica democrazia e libertà, mentre altrove si sprofondava nella tirannia.
Un grido di allarme sommesso, di preoccupante rassegnazione, ma tuttavia forte nelle espressioni, che non poteva restare inascoltato .
Alimentiamo, di certo inconsapevolmente ,altri disimpegni nella militanza storica dei Socialisti? Rottamiamo lo zoccolo storico del PSI di ferrea fede Craxiana? Sono le domande che mi sono state poste con apprensione e naturale allarmismo dai Compagni di Partito.
Di qui questa mia breve e necessaria riflessione politica, con l’unico obiettivo di tutelare l’unità dei Socialisti già molto provata dalla diaspora degli anni ’90 e successivi; le nostre radici storiche, i profondi sentimenti, le sensibilità etiche e politiche dei Compagni che si traducono nel sostenere l’adesione al progetto comune di sete di Giustizia Sociale che la parola “Compagno” storicamente esprime.
Una breve riflessione nell’ambito delle libertà personali e politiche, patrimonio del Psi e ben presente già nello storicismo filosofico greco (attualizzato in molte occasioni dal credo libertario del Compagno Riccardo Lombardi); in sintesi: “potrò anche non condividere le tue opinioni ma mi batterò perché tu le possa esprimere”.
Talvolta, presi dalla voglia di trovare scorciatoie si insegue caparbiamente quell’”araba fenice” che porterebbe in politica subito presunti consensi facili.
Di qui alle volte si impongono operazioni, spesso condotte al di fuori delle democrazie interne ai partiti di massa, che portano ad insediare, metaforicamente parlando, passeggeri di diligenze nientepocodimeno che alla guida della ‘diligenza’ stessa, quasi che in stazione non ci fossero passeggeri all’altezza di detti compiti. Un indirizzo , in politica, che si palesa con innaturali cambiamenti repentini in nome del “nuovismo” che avanza, pur senza storia e radici comuni. Di qui alla messa alla bando del termine “Compagno” tra i Socialisti, il passo è breve e conseguenziale, con un infantilismo e pressapochismo politico-sociale sbalorditivo, a mio parere. Un termine che ha accompagnato nella storia politica del PSI ingenti masse e la sua messa al bando da parte del nuovismo, senza che nessun Socialista levi la propria voce a difesa di una parola senza tempo e spazio , impregnata di valori inestimabili per le nostre radici : “Compagno ”, è da ritenere, secondo il parere di molti Compagni socialisti, eticamente e politicamente immorale.
Per quanto mi riguarda continuo a soffrirei sapendo che il “nuovo che avanza”, per usare l’espressione di Cetto Laqualunque (personaggio interpretato dall’attore Antonio Albanese nel film “Qualunquemente), metta al bando nel nostro Partito, in terra Pugliese, le cui origini affondano nel lontano 1892 , un valore, una scelta di campo, che ha accompagnato la mia vita politica e ha, soprattutto, accompagnato quella di milioni di persone fino a ieri. Era( ed è) una parola che indicava una solidarietà di fondo, la scelta di campo primaria ed essenziale di stare dalla parte della Giustizia sociale. Un pilastro, un dogma nella politica di Bettino CRAXI. (sul significato storico, politico e sociale del termine “Compagno” si consiglia la lettura dell’articolo apparso sul quotidiano cattolico “Avvenire” (per non essere tacciato di partigianeria): Goffredo Fofi : https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/compagnouna-parola-svilitadal-benessere).
Tuttavia, Cari Compagni e Cari Amici, credo che i due termini, “Compagni” e “Amici” con i valori che portano con sè, storici o meno che siano, possano convivere in un percorso politico unitario , purchè l’uno non abbia la pretesa e l’arroganza di imporre purghe, veti, sull’altro. ”Errare humanum est, perseverare autem diabolicum, tradotta letteralmente significa "commettere errori è umano, ma perseverare (nell'errore) è diabolico”
f.to Compagno Vincenzo SERVEDIO

Dirigente scolastico, Docente a contratto Università degli Studi di Bari, già Segretario Politico Comunale del PSI di Craxi, Consigliere Comunale, Consigliere Comunità Montana, Assessore, Vice Sindaco, Capo Gruppo PSI, Segretario Provinciale del PSI dei “sette garofani”, Componente la Segreteria Provinciale del PSI. Compagno delegato nei Congressi per la rinascita Socialista. Dirigente Provinciale/Regionale/ Nazionale nNPSI, Dirigente Sindacale Nazionale e Territoriale
Sez. Bettino Craxi – Toritto (BA)
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